Fottuto mondo.
Non è più accogliente questa stupida casa. Forse non lo è mai stata.
Rifletto, di fronte allo specchio. L'immagine riflettata di me deflagra stati d'agitazione e rumori bianchi.
Uno. Non è più accogliente il mio letto accogliente ora che è svuotato.
Due. Non è più accogliente il mio pensiero ora che è svuotato.
Tre. Non è più accogliente il mio rifugio ora che è lontano.
Sono un prigioniero politico.
[
Sul muro immagini grondanti umidità,
macchie senza libertà,
ascolta Marta, in questo strano autunno
i tuoi cavalli gridano, urlano incatenati ormai
cosa dire, soffocare, chiuso qui perché...
prigioniero per l'idea, la mia idea perché.
Lontano è la strada che ho scelto per me
dove tutto è degno di attenzione perché vive, perché è vero, vive il vero.
]
Un dopo che non esiste.
so un po' nervoso incazzato agitato demoralizzato
ogni tanto mi sveglio sperando che tutto sia cambiato in meglio
invece no
sono un prigioniero politico
28 prigioniero di una società che non ammette la mia morale
44 era canto nomade per un prigioniero politico
49 dei
banco del mutuo soccorso
20 ho di nuovo le palpitazioni, dimenticato la valeriana a casa
22 capito?
26 magari
52 forse dovrei smettere di capirmi
13 dovresti smettere di capirmi
19 dovremmo smettere di capirmi
25 ammesso che interessi, capirmi
30 [
Non mi svegliate ve ne prego ma lasciate che io dorma questo sonno, sia tranquillo da bambino sia che puzzi del russare da ubriaco. Perché volete disturbarmi se io forse sto sognando un viaggio alato sopra un carro senza ruote trascinato dai cavalli del maestrale, nel maestrale... in volo. Non mi svegliate ve ne prego ma lasciate che io dorma questo sonno, c'è ancora tempo per il giorno quando gli occhi si imbevono di pianto, i miei occhi... di pianto.
]
55 boh
02 non vorrei essere svegliato
09 ma nei miei sogni c'è sempre meno gente
12 sempre meno cose
21 un rutilante popolo sconnesso
26 che barcolla e affoga
38 tra le puttane i ladri e i padroni
50 tra i grattacieli tra i motel e i call center
03 la soluzione non la so
07 sennò la applicherei
18 so solo che quando tento di capirmi
22 faccio il vuoto attorno
28 come un prete che va a puttane, un pacifista in guerra, un violoncello in una discoteca
12 fottuto da tutti e pagato con un grazie
54 sì dicono che sono sempre esagerato
42 io borghese ladro derubato molestatore molestato puritano puttaniere qualunquista conformista patriottico illibato antisociale antistatale parastatale mamma bambino morto sotto la sabbia nera con un avatar di default
36 da "non vorrei essere svegliato" in poi
41 era merda mia
00 o sperma, per dirla più anticonformista
"non c'era rabbia in me, e non potevo provar gioia per la tua dipartita. M'attanagliava piuttosto l'episteme di quel che generavi, così prossimo ma antitetico al mio percepire, ch'ogniqualvolta mi giungeva, per le vie traverse e mediate dei network asettici, m'arrecava paranoidi congetture e razionali non comprensioni con te; ed il ripetersi di quest'evento mi è sgradito e suppongo sia malvoluto anche da te. Legger-vedere con diversa impronta educativa e non sempre sinottica morale ci rende affanno l'intender cose che come dici tu dovrei capire a priori e come dico io dovresti conoscere a priori; siffatta informe bilancia troppo instabilmente s'assesta. Mi tolgo gli occhi con un cacciavite. Te li allego alla lettera. Guarda loro e vedrai ciò che vedo. Guarda le cavità che han lasciato e vedrai l'oscurità che vi giace a tergo; guarda oltre, sconfinando in realtà dove i fiori ed i funghi regnano sovrani. Là troverai la memoria che ti riguarda."
Lettere a Gaia Debord
In volo
(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
e sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo.
Però non ingannarmi con false immagini
ma lascia che io veda la verità
e possa poi toccare il giusto.
Da qui, messere, si domina la valle
ciò che si vede, è.
Ma se l'imago è scarna al vostro occhio
scendiamo a rimirarla da più in basso
e planeremo in un galoppo alato
entro il cratere ove gorgoglia il tempo.